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Il corpo La mente Il respiro L'energia *** Pratiche di Qi Gong (Qui Gung) Sentirsi bene coltivando il Qi 1. Che cos'e' il Qigong Sentirsi in forma o uscire da un malanno imparando gli esercizi per la percezione del proprio Qi, cioe' la "energia rivitalizzante": e' forse questo, in estrema sintesi, l'aspetto piu' interessante del Qigong e' una disciplina di controllo del corpo, del respiro e della mente.
Il Qi e' energia, vapore, pneuma, soffio, aria... energia corporale e fisiologica, verificabile e percettibile, ma anche energia della mente e dello spirito. Secondo le tradizionali conoscenze, mente e corpo non sono separabili, quindi i loro Qi non sono separabili, anzi, sono trasformabili l'uno nell'altro. Questo infatti e' il punto centrale, da cui derivano le tecniche del Qigong. Il Qigong quindi e' un esercizio soggettivo e attivo di coltivazione e trasformazione di "energia", tramite unificazione e identificazione profonda di mente-corpo-respiro, i tre componenti fondamentali e manifestanti della vita umana, allo scopo di ottenere uno stato di relativo benessere psicofisico della persona. E' di grande utilita', sia per mantenersi in salute, sia per guarirsi dalle malattie in aggiunta alle cure mediche adeguate, sia per la crescita della persona umana. 2. Scuole e tendenze Nella sua lunghissima storia, antichissimi esperti avevano sviluppato, nelle varie epoche, diverse scuole e metodologie, secondo prevalenze di interesse, o sulla "possibilita'" della mente o sull'efficenza del corpo. Di conseguenza, possiamo trovare anche oggi tipi di Qigong con carattere spirituale e religioso o vagamente religioso, oppure Qigong di scuole di arti marziali, con caratteristiche chiaramente mirate a dimostrare la resistenza e la potenza del corpo. Il Qigong energetico, invece, non ha apprtenenza di scuole o stili. Si interessa soltanto della forma psicofisica per avere uno strumento in piu'. Sfrutta soltanto quel particolare "riposo" della sfera mentale, quel regolarissimo respiro e quella straordinaria scioltezza e "allineamento" del corpo per scoprire le prorie risorse di "energia Vitale". Le tecniche del Qigong, in genere sono derivate dalla scuole taoiste perche' queste sono quelle che hanno posto piu' attenzione al problema della vitalita' del corpo umano, in termini anche filosofici e pratici. Attraverso studi compiuti sulle scuole o stili ritenuti storici e validi, sono stati indivuduati alcuni criteri e metodi fondamentali. Ad ogni modo, per fare bene il Qigong occorre avere una mente piu' intuitiva che logica, un approccio piu' esperienziale che intellettuale.
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3. Criteri e metodi I Criteri sono contenuti nelle tre condizioni o "atteggiamenti" da mantenere costantemente durante gli esercizi: scioltezza, quiete, naturalezza. Le metodologie sono appunto esercizi che riguardano la regolazione o "aggiustamento" del corpo, del respiro e della mente. Le tre condizioni: 1). "Song": scioltezza o rilassamento. Dobbiamo, sentirci sciolti e vitali. Questa scioltezza non riguarda solo il corpo, ma anche la mente. Il pensiero (o l'attenzione) deve essere presente, vigile e sensibile, ma estremamente leggera, fresca e penetrante come l'aria. 2). "Jing": quiete e silenzio. La quiete riguarda si l'ambiente esterno e interno, cioe' la tranquillita' ambientale e il silenzio interiore (che sono gia' privilegiate, non facili da ottenere) ma riguarda sopratutto la "scoperta", la consapevolezza di quell'altra "mente-specchio d'acqua" che sa riflettere la vita e i suoi movimenti rimanendo tuttavia ferma e stabile. E' il punto piu' difficile da ottenere, normalmente occorrono anni di allenamento. 3). "Zhilang": naturalezza. Significa che durante gli esercizi, le posizioni del corpo, del respiro, ma anche dell'attenzione mentale, devono avere una premessa di naturalezza, di spontaneita' e non di costrizione o di forzatura. Tre ambiti di regolazione 1). Nell'ambito della mente, i criteri di valutazione del grado di Qigong sono sostanzialmente due: la capacita' di "yisou", cioe' "la custodia del pensiero formulato", e la profondita' di "rujing", cioe' la "entrata in quiete". "Yisou" e' la formulazione di un pensiero e successivamente la fissazione o l'insistenza di questo pensiero. Puo' trattarsi dell'attenzione su di una parte o su un punto del prorio corpo e cercare di non perdere quest'attenzione per un tempo il piu' a lungo possibile. E' come dire: mantenere attiva solo quella zona della corteccia celebrale che riguarda quel punto del corpo, e questo di conseguenza induce tutto il resto della corteccia a entrare in uno stato di riposo rivitalizzante. "Rujing" e' una conseguenza di questo, cioe' la corteccia e' entrata in profonda quiete, l'aumento delle onde alfa. Non e' sonno, ne' veglia come si intende normalmente. La mente e' molto rilassata ma vigile. Si puo' dire che e' una quiete nella vigilanza, portata a una certa profondita'. 2). Nell'ambito della respirazione i criteri sono la profondita', la lunghezza, la gentilezza e l'omogeneita'. I metodi sono sostanzialmente addominali di vari tipi. 3). Nell'ambito del corpo, si tratta di esercitarsi per ottenere la correttezza della postura e dei movimenti dell'intero corpo, la mobilita' di tutte le articolazioni e la scioltezza di tutti i tendini, la fluidita' dell'intera rete circolatoria e la sensibilita' dell'intera copertura di cute. I metodi sono le varie "sequenze" di movimenti chiamate "fiugure", crteate e sperimentate gia' nei secoli da varie scuole. Le tre condizioni sopra citate sono in realta' piuttosto difficili da mantenere in un modo perfetto e costante, percio' sono in genere prorio gli obiettivi primari dei tre ambiti di regolazione. Come si vede, tutte queste "condizioni" e metodi sono strettamente intrecciati. Non c'e' in realta' un prima e un dopo. Qigong vuol dire prorio fondere tutte queste cose insieme. Quando si resce, un corpo malato (i movimenti del corpo sono naturalmente proporzionati a quelli del malato) si guarisce piu' in fretta, un corpo sano si mantiene sano e un appassionato della ricerca del Qi puo' percepirlo tramite le metodologie del dantian cioe' "campo del cinabro", che sono praticamente parti particolari del corpo, sulla superfice e all'interno.
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