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Scopo di questo sito

La parte di questo sito è dedicata alla consultazione della storia antica di Torino.

Qui si possono trovare i riferimenti alle fonti antiche, in particolare medioevali, ormai rare se non rarissime.

Il motivo principale di questo lavoro servirà soprattutto per fare riemergere opere ormai sepolte dal tempo o nei polverosi scaffali di poche biblioteche pubbliche o private per quello che riguarda la storia antica.  

Premessa sulla parte storica di Torino Antica:
fondazione e primi secoli di storia. La Torino Preromana.
Boccaccio "Genealogia degli Dei"
Boccaccio

…Ma a che serve tutto ciò se le librerie contemporanee sono piene di libri storici, o di testi didattici per le scuole?

Il motivo è semplice, ma anche un po’ "ostico" per i docenti che spesso non conoscono le antiche fonti storiche, ma che hanno acquisito una cultura solo su testi post 1800.

Purtroppo tali testi sono spesso rimaneggiati, e riportano fatti presunti o interpretati secondo la cultura illuminista.

Il periodo Illuminista ha  permesso una evoluzione molto più rapida nelle scoperte scientifiche, e nelle scienze applicate (tecnologia), ma è anche stata la fonte di pregiudizi rispetto alle concezioni culturali del passato.

Ciò ha avuto delle conseguenze dannose sull’interpretazione delle epoche storiche passate: tanti "luoghi comini" che hanno riguardato sia concetti religiosi e spirituali, ma anche sociali.

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Guazzo "Cronica del mondo"

Cito come esempi del passato recente : attualmente riconosciuti come tali errati, dalle indagini archeologiche moderne.

Un esempio è il concetto che in Egitto si siano costruite le grandi opere architettoniche ed artistiche (piramidi, statue, templi, tombe, ecc.) con un considerevole numero di schiavi poco nutriti, maltrattati, non curati e facilmente uccisi.

Altro esempio, riguardo al trattamento degli schiavi in epoca romana, è che venissero trattati in modo disumano, o che tutti i gladiatori appartenessero a questa categoria, col compito di combattersi, con la conseguenza che prima o poi venissero uccisi tutti nei combattimenti.

….Quanto spreco di materiale umano in entrambi i casi… quando la popolazione umana ai tempi non era poi così numerosa…

Nel caso degli Egizi in tempi relativamente recenti si sono scoperti dei papiri che non sono altro che dei contratti di lavoro di salariati addetti alle opere pubbliche, inoltre si sono rinvenuti scheletri o mummie di persone addette ai lavori (operai semplici) che avevano subito infortuni anche gravi, che erano stati curati e quindi guariti… certamente con trattamenti "sofisticati" possibili solo a medici abili.

Nel caso dei gladiatori, a parte il fatto che nelle arene venivano anche giustiziati dei condannati a morte, per lo più la maggioranza dei gladiatori combatteva per denaro, venivano rimunerati, e gli incidenti per questa categoria di professionisti erano rari.

Tali gladiatori spesso non erano neppure schiavi, ma persone libere, professionisti, e ai giochi dell’arena partecipavano talvolta anche gladiatrici.

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Questi sono solo esempi naturalmete, ma rappresentano un paio di "luoghi comuni" tipici dei testi storici in voga di epoca post rivoluzione francese fino a tutto il 1900.

In particolare il "luogo comune" che riguarda la città di Torino, che veniva (o viene) insegnata nelle scuole d'obbligo, è che la città venne fondata dai Romani!  

Peccato che, in scavi recenti, si sono ritrovate mura preromane, e molti sono i reperti che riguarderebbero un periodo in cui le legioni romane erano ancora al di là da venire.

Non solo, ma spesso viene dimenticato il fatto storico che gli abitanti delle zone occitane italo - francesi (Piemonte cisalpino e zone transalpine limitrofe), ed in particolare i Taurini, Salassi, Libi o Libici (zona del vercellese) e i loro alleati (Oxubj, Brigiani, Sogiuntii, Brodontii, Nemalones, Edenates, Esubiani, Veamini, Galliatae, Triulatti, Ectini, Vergunni, Egituri, Nemanturi, Oratelli, Nerusi, Velauni, Svetri ecc. chiamati genericamente "Liguri"), la gran parte di questi popoli, si unirono in alleanza con Roma prima della seconda guerra punica (Annibale).

Su tale fatto dimenticato, sorgono fior di testi storici, o pseudo tali, moderni che descrivono una Torino – "villaggio", citato spesso come "celta"(1-vedi ) e che venne ovviamente distrutto dall’avanzata dell’esercito di Annibale…

Non viene neanche spiegato perché ciò avvenne (perché mai Annibale avrebbe distrutto un povero villaggio?)

Inoltre non si sa da dove arriva il termine "villaggio" ….forse da testi ottocenteschi di storia? O del novecento?

 Tale termine non viene citato dalle fonti storiche antiche, ma bensì viene citato il termine "Urbe" dai latini, tale termine è ben diverso, come significato, dal moderno "villaggio"! Significa invece "grande città"; diremmo oggi: "metropoli".

Polibio "Historico Greco"
 
Ed inoltre se Polibio descrive un assedio di ben tre giorni, e dice pure che l’esercito dei Taurini era fuori città per sedare la rivolta degli Insubri (popolazione gallica residente nell’attuale Lombardia), come è possible che un "villaggio di capanne" potesse ugualmente competere con l’enorme esercito punico? Inoltre lo storico greco, cita anche un considerevole numero di morti (diverse migliaia) che costò questo assedio seguito dalla distruzione dell’urbe.

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Viene anche citato il fatto che gran parte della polazione inabile alle armi ebbe l’opportunità di salvarsi rifugiandosi nella parte collinare vicina alla città!

Tito Livio "Historico Patavino"
 

…..Probabilmente tali scrittori (poiché il termine di "storici" è inadatto) si sono fidati di testi rimaneggiati e anche deformati da altri autori…

Se però avessero avuto la pazienza di consultare i pochi testi antichi ancora disponibili nelle bibioteche pubblice, certe corbellerie non sarebbero tutt’ora scritte e stampate…

Tito Livio "Historico Patavino"
 

Quindi questo sito nasce soprattutto per mettere sotto gli occhi degli studiosi dei testi, o per lo meno parte di essi, ove possono ritrovare conferma le tesi storiche più vicine alle fonti originali.

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Tale tentativo lo vogliamo fare anche perché rimanga traccia di tali fonti molto più attendibili che quelle di edizioni recenti, poiché la storia non è da "reinventare" o da "inventare" come possono eventualmente sostenere alcuni, ma da ricercare negli antichi archivi o eventualmente in reperti archeologici evidenti.

Altri argomenti storici verranno sviluppati in questo sito che non riguardano direttamente Torino, ma che hanno rilevanza, come la cartografia antica, o altre tematiche.

Il sito sarà continuamente aggiornato ed implementato, potrà rimanere anche come riferimento ai testi antichi. Chi volesse maggiori informazioni le potrà trovare al sito: www.picobeta.com

- Situazione dei popoli prima dell'epoca Etrusca, nell'Italia centro-nord e Alpi -
 

(1) Nota sul termine CELTA. Gli storici usano questo termine che viene in particolare usato, nei testi medioevali, per l’etnia dei Celti Iberi abitanti in Iberia (nell’attuale Spagna). Si parla ampiamente di Galla Cisalpina per i "Galli" Italici. Tuttavia i popoli italici dell'Italia settentrionale, erano popoli di varie etnie, di cui si citano genericamente i popoli Liguri, Insubri, Veneti, sicuramente con una componente etnica più antica di popoli Tusci. Quindi le etnie galliche non erano che una parte, poichè i Galli vi si aggiunsero solo in tempi più recenti. I popoli Transalpini dell'ovest appartenevano sopratutto etnie assimilabili ai Celti Iberi, naturalmente con delle componenti di Galli, e popoli originari del Nord Europa. Il Nord Europa, nel suo insieme, era abitata da molte etnie, molto dissimili fra di loro, che potremo riassumere in popoli Galli, Germani, Celti, ecc. [abitanti oltre le Alpi, quindi Transalpini].

(2) Da sottolineare che le attuali definizioni di "Stati" (Francia, Spagna, Italia, Germania) ai tempi non esistevano, tanto meno gli attuali confini, il concetto di Stato viene sviluppato soltanto nel tardo medioevo.

(3) Gallie fu un termine generico per indicare le terre del nord. Le Gallie, ai tempi dei Romani antichi, erano considerate tali, fino al fiume Rubicone (famoso l’aneddoto storico di Cesare quando si appresta ad attraversarlo), comprendevano concettualmente tutta l’Europa.

(4) Livello di civiltà. Erano considerevoli le differenze, dei Galli del sud (della Francia e della Spagna) rispetto alle popolazioni nordiche.

A tale riguardo vi sono citazioni molto incisive dello stesso Giulio Cesare. Dai Romani i Galli del sud (Francia, Italia, Spagna) venivano citati come "Celti Togati", per via del loro livello di civiltà e naturalmente dei vesiti tipici dei popoli mediterranei (uso della toga). Nei testi medioevali vediamo che si preferisce il termine di "Gallia Togata" ad indicare le zone italiche del centro-nord, e della zona Occitana (Francia centro-sud e Spagna). In effetti in tempi di epoca romana i veri Celti si fondono con le varie etnie Galliche, Latine o Germaniche.

Esempio sugli scritti di Tito Livio alla pagina seguente

 
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